geofantastica

Il mio primo diario di viaggio risale all’età di circa 10 anni. Per la mia famiglia e quelle dei loro amici con figli erano gli anni delle grandi esplorazioni che noi bambini vivevamo come avventure di cui, ora più grandicelli, abbiamo ricordi un po’ appanati e che comunque assumono, nei racconti che ogni tanto rievocano quelle imprese, tratti quasi mitici.
Ci fu la volta in cui sfidammo le onde dell’oceano, nelle quali anche i grandi tornarono bambini, e quella in cui in un parco della Namibia facemmo il bagno in quella che poi scoprimmo essere una pozza nella quale, durante la notte, si abbeveravano gli elefanti.
Fu proprio quello il viaggio in cui mi ricordo di me che scriveva: la conta degli animali visti, un tramonto mozzafiato, i giochi in mezzo al deserto.

Gli appunti dei viaggiatori sono materia quasi da museo, ora che siamo abituati a commentare tutto con un cellulare e non ci prendiamo nemmeno più la briga di scattare le foto su un rullino.
Ecco perchè “Appunti di geofantastica” (Lavieri Edizioni) porta già con sé, ancora prima che ne sfogli le pagine, il sapore di un taccuino prezioso all’interno del quale farai scoperte incredibili.
In effetti è così.
Giancuca Caporaso ci avvisa che gli appunti di seguito riportati sono stati lasciati da un misterioso viaggiatore. Di lui non si sa nemmeno il nome, ma ne conosciamo il suo talento straordinario: farsi raccontare le storie più segrete delle città.

Quelle raccolte nel libro sono città vere, verissime, ma ciò che stupisce e conquista il lettore è ciò che esse rivelano sul loro passato e sulle ragioni che le hanno consegnate a noi con quel nome.
Così di Ischia scopriamo che era la città dall’iniziale perduta, che Terralba, prima di diventare la città del sole ai piedi, era piovosissima (e si chiamava infatti Acqualagna o che Corleone è il luogo in cui forza e coraggio hanno imparato a fondersi con la tenerezza.
Il catalogo è lungo, ma non immaginatevelo didascalico e pedante.
Tutt’altro.
Perché dietro ai nomi ci sono dettagli e curiosità di raffinata delicatezza.
I cosentini, per esempio, hanno imparato a dare valore alle cose che contano davvero e che a volte per comprenderle bisogna fare silenzio.
Metaponto, invece, una volta si chiamava Ponterotto. Poi ha scoperto la bellezza dell’accoglienze ed è diventata la città del benvenuto.

“Appunti di geofantastica” è un libro che, secondo me, si presta benissimo a una lettura condivisa. Non solo del testo, ma anche delle immagini di Sergio Olivotti che arricchisce questo diario con il taglio stilizzato e poetico delle sue illustrazioni. A volte sono piccoli schizzi negli angoli delle pagine, altre disegni che occupano porzioni più grandi, che invitano al sorriso e che, come spesso succede, offrono nuovi spunti e nuove letture.

Da non trascurare, infine, il decalogo finale del misterioso viaggiatore. Non vi elenco punto per punto, ma faccio un po’ miei il terzo e l’ottavo che così recitano:

Se non ti perdi nelle città non le impari.

Tieni le porte aperte allo straniero, perché la vita è un viaggio.

Se vuoi approfondire la tua conoscenza di “Appunti di geofantastica”, perché non chiedere direttamente agli autori?
Saranno qui da Bufò sabato 20 maggio per una lettura “schizzata” (no, non pazza … sarà Sergio a disegnare mentre Gianluca racconta) alle 10,30. L’appuntamento per bambini dai 5/6 anni di età è gratuita e inserito nel programma del Salone Off.

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APPUNTI DI GEOFANTASTICA

GIANLUCA CAPORASO E SERGIO OLIVOTTI

LAVIERI 2015

13,80 EURO

DAI 6 ANNI