bravo chi legge

Nella Bufò 1.0 e nella mia precedente esperienza di blogger, ero solita dare ai miei post titoli molto strambi, di quelli che dovevi per forza leggere il contenuto per capire la ragione di quella scelta.
Non c’erano motivazioni di maggiore visibilità del mio scritto in quei lavori. Anzi, un esperto di SEO mi avrebbe detto che erano completamente sbagliati e che, anzi, rendevano più difficoltosa la comprensione di ciò che volevo comunicare.

Nella Bufò 2.0 mi sono ripromessa di essere più chiara, ma qui voglia trasgredire la regola.
Perché questo titolo, “il gomito delle guance”, mi sembra quello più appropriato per raccontare l’esperienza di formazione fatto sabato 14 gennaio presso I’ITIS Majorana di Moncalieri. Qui l’Associazione “Bravo chi legge“, da anni attiva nella promozione della lettura, ha organizzato una giornata di approfondimenti sulla letteratura per l’infanzia.
Impossibilitata a partecipare ai seminari del mattino, non mi sono lasciata sfuggire la possibilità di ascoltare dal vivo Barbara Schiaffino e Anselmo Roveda dello staff della rivista Andersen, Guido Quarzo nella veste di abile moderatore, Caterina Ramonda di Biblioragazzi e Teresa Porcella, libraia e autrice di libri per bambini.

Da tempo non mi concedevo un momento per me dedicato alla formazione e sabato pomeriggio, seduta insieme a una platea ricca di insegnanti, bibliotecari e appassionati ho capito cosa mi mancava: la sensazione di assorbire idee e parole nuove.
Nel mio lavoro sono fondamentali perché non solo mi permettono di scoprire autori, libri e punti di vista differenti, ma mi aiutano ad alimentare la mia passione. Semplicemente perché la sento nella parole di chi racconta.

Ascoltare, per esempio, Anselmo Roveda e Barbara Schiaffino parlare del lavoro che si svolge ogni settimana nella redazione di Andersen mi ha reso consapevole di quante competenze e abilità ruotino attorno al mondo dei libri per bambini e ragazzi.
Le stesse che Caterina Ramonda ha trasmesso nel suo ricco e prezioso intervento dal quale ho tratto tantissimi spunti per prossime letture da portare dentro Bufò.
Si è parlato, infatti, dell’importanza di portare anche nelle scuole secondarie di primo grado gli albi illustrati che tradizionalmente sono considerati adatti solo ai bambini piccoli. Stesso discorso per le graphic novel di qualità che tante piccole case editrici pubblicano con determinazione e impegno.

A chiudere la giornata c’è stato l’intervento della vulcanica Teresa Porcella che ha incantato la platea per quasi un’ora.
Il suo è stato un vero proprio inno al modello di vita e di visione proprio dei bambini, quegli straordinari essere che, a differenza degli adulti, hanno memoria corta e desideri lunghi.

I bambini, proprio quelli che sanno trovare la semplicità in ogni cosa, anche quando cadono, battono il mento ma, correndo con i lacrimoni dalla mamma, non si ricordano la parola giusta per dire dove sentono dolore e allora dicono che si sono fatti male “al gomito delle guance”.
i bambini sono quelli il cui linguaggio lavora per immagini e che hanno bisogni dei libri.
Prima di tutto per fare esperienze. Qualunque tipo d’esperienza.
Teresa è stato molto dura e diretta su questo punto. Finiamola di proporre libri con bambine a bambine e libri con bambini a maschietti.
Nei libri un bambino deve potersi immaginare tutto e qui suonano più vere che mai le parole del grande Walter Bonatti, amante della montagna in ogni sua forma, e riportare da Caterina Ramonda.

Sono diventato alpinista sulle rive del Po nella pianura più piatta d’Italia. Da ragazzino, negli anni in cui leggevo Salgari, per me i deserti erano i sabbioni del fiume, la sua acqua gli oceani. La boscaglia lungo la corrente del Po era la jungla. Salivo sui salici per vedere cosa nascondevano le ondulazioni violette che scorgevo all’orizzonte, le Prealpi. La curiosità, la fantasia si erano messe in movimento.

Ecco, il movimento.
La lettura non è mai un’azione statica. Il libro è viaggio, fuori e dentro di se, è una sonda dell’emotività, come ha detto Teresa Porcella, e il libro per bambini richiede un’attenzione ancora più grande perché deve parlare la lingua dei piccoli, senza sminuirla o scimmiottarla.
Per quelli dedicati alla prima infanzia, non si deve mai trascurare il ruolo della voce.
Quella dell’adulto che racconta, per quanto impacciata possa essere, per un bambino è musica, la sua musica, unica e speciale, quella che cercherà ogni sera e per lui sarà sempre degna di attenzione.

Teresa ha concluso il suo intervento con la lettura e messa in scena di alcuni suoi libri, dimostrando così il grande lavoro che si cela dietro titoli all’apparenza semplici, e stupendo i presenti con la sua energia.

Energia che mi sono portata a casa e che mi ha fatto subito pensare di scrivere qualcosa di questo proficuo incontro.
Grazie a tutti i relatori per questa bella opportunità e complimenti a “Bravo chi legge” per il lavoro costante sul territorio.