Le prime novità dei Miniborei post quarantena sono state come ossigeno fresco.
Le ho attese come quegli abbracci che macano da tanto e dai quali fatichi un po’ a staccarti.

Bjarne Reuter è un autore danese molto amato e prolifico che qui viaggia in coppia con Kirsten Raagaard, anche lei apprezzata e nominata nel 2002 al Premio Nordico della Letteratura per l’infanzia.
Loro fanno da contorno alla storia di Elise che vive con il padre a Copenaghen mentre la madre si trova nel pieno della foresta amazzonica per costruire ponti sospesi.
C’è qualcosa di dolce e al tempo stesso malinconico in questa bambina che desidera un amico speciale capace di spezzare la solitudine delle sue giornate.
Quel sogno diventa reale quando nel Salone per animali Potifar trova lui: ha il corpo grassoccio, quattro zampe secche e uno strano sorriso sulla faccia, tragico lascito di un incidente stradale con una betoniera che gli ha portato in dote il soprannome di Gasometro.
Per Elise è amore a prima vista e lo porta a casa con sé.
Quel cane “di seconda mano” rivela una qualità incredibile: parla alla bambina e tra i due nascono dialoghi che in più occasioni mi hanno fatto ridere di gusto.
Nella famiglia di Elise ci sono poi figure davvero eccentriche capaci di costruire un quadro ironico e leggero da un lato ma anche saldo e pieno di sincero e profondo affetto per la piccola.
Ogni tanto, mentre inventano giochi incredibili, Elise e McAduddi (così il cane rivela di chiamarsi) fanno riflessioni di grande profondità e bellezza.
Consigliatissimo da 8/9 anni, merito anche della traduzionedi Eva Valvo.