FRASCELLA

Contrera.
Non scordatevi questo nome perché sentirete ancora parlare di lui.
Christian Frascella, autore di origine torinese, consegna ai lettori pubblicato da Einaudi “Fa troppo freddo per morire”, un poliziesco “decisamente poco scontato” e che vanta un protagonista davvero sui generis.

Contrera, per l’appunto.
Un ex poliziotto dal trascorso non proprio trasparente che arrotonda le sue giornate come investigatore privato. Il suo ufficio, se così si può chiamare, si trova nella lavanderia di Mohammed, un marocchino che gli concede una sedia e un piccolo frigo dove non mancano mai le birre Corona.
Lavora a Barriera di Milano, uno dei quartieri torinesi che più vanta il fascino e il pericolo della multietnicità e che lui percorre con la sua Panda scassata tra locali, vie e palazzi fatiscenti.
Se il quadro non fosse sufficientemente appannato, occorre aggiungere che alla spalle ha anche un matrimonio fallito, una ex moglie che lo detesta e una figlia adolescente che comunica con lui a monosillabi.
Vive a casa della sorella, dei suoi due figli e del marito, che non vede l’ora di sbatterlo fuori dalla porta.
Un’esistenza alla giornata, con incarichi di basso livello e la quasi totale disistima delle forze dell’ordine, se non fosse per qualche rara eccezione.

Un giorno come tanti al nostro antieroe Mohammed affibbia un caso. Suo nipote Driss si è messo nei guai con le scommesse. Si è fatto prestare dei soldi da Oskar, un albanese che gestiste un club notturno, e li deve restituire in fretta. Il caso prenda una piega imprevista quando lo strozzino in questione viene ritrovato con un coltello nel petto e tutte le piste sembrano portare proprio a Driss. Aveva il movente e la sera dell’omicidio è stato visto nel locale dove lavora Oskar.
Contrera, che non ha una fedina penale immacolata ma vanta buon fiuto, si mette subito sulla pista, indaga, fa domande, cerca informatori, pesta i piedi laddove converrebbe girare molto alla larga.

Mentre il gelo dell’inverno imperversa tra le vie torinesi, lui si metta alla ricerca della verità.
Anche quando le cose si mettono male, non perde mai la battuta pronta così come ha un talento naturale nel cacciarsi nei problemi.
Per esempio, portando la sua amante, conosciuta nel corso delle indagini, a casa della sua ex moglie per una notte d’amore. Non certo una scelta azzeccata se il vicino di casa si accorge di tutto e provvede a informare la proprietaria.

Da uno come Contrera, diciamolo, converrebbe stare alla larga. Eppure più Frascella ce lo racconta, più cresce l’affetto e la stima nei suoi confronti. Al tempo stesso c’è il mistero da risolvere, le varie piste da seguire, i colpi di scena, i ricatti e anche qualche scazzottata.
Fortuna che Contrera di cui nessuno sa il nome (pare di un famoso giocatore amato dal padre ma poi coinvolto nel calcioscommesse) è uno che si rialza sempre e fa buon viso a cattivo gioco.

E’ credibile perché non è un vincente, ma uno che ci prova e nelle cui malinconie e inquietudini ci riconosciamo tutti.
Questa era la sua prima indagine e sono certa che i lettori saranno curiosi di scoprire le sue prossime peripezie.

A volte mi prende come una depressione, un sentimento di dolore così forte che non so scacciarlo, sedimenta nel mio cuore, fa a pezzi tutto. Resto seduto in lavanderia a guardare il vuoto e a domandarmi che campo a fare, e per chi.
In quei momenti, se riesco a trovare le forze, mi alzo e vado a farmi una camminata tra le strade che conosco dalla nascita, in mezzo alle persone che più mi somigliano. Sento l’odore del kebab, lo stridio della metropolitana sopraelevata, la musica che proviene dalla cantine dove i giovani africani provano, coi loro strumenti da poco, a comunicare il ritmo del male che fuori li brucia.

Questo è il mio mondo. Questo sono io.
Devo guardare avanti, e sì, anche indietro. Proprio su queste strade, giorno dopo giorno.

FA TROPPO FREDDO PER MORIRE

CHRISTIAN FRASCELLA

EINAUDI 2018

18,50 EURO