il_figlio_prediletto

Quando mi appresto a leggere un romanzo, la lettura della trama e della sinossi sul retro sono passaggi fondamentali. A volte è il contenuto a colpirmi, altre volte delle semplici parole.
Nel caso de “Il figlio prediletto” di Angela Nanetti si è verificato questo secondo caso: si parla di un romanzo di “feroce malinconia”.

Non so a voi, ma a me questo accostamento ha turbato e affascinato insieme perché io associo la malinconia a una sensazione di languido torpore, a una stasi prolungata dei pensieri e delle azioni, a una coperta pesante che avvolge e schiaccia al tempo stesso.
La ferocia, credo, è ben altra cosa. E’ un guizzo, uno scatto, un impeto. E’ selvaggia, indomita e sfugge al controllo.
Così mi sono subito chiesta chi fosse questo figlio prediletto a cui affiancare una tale condizione.

C’è un altro motivo che mi ha avvicinato alla lettura. La voglia di scoprire una scrittrice che conosco nel mondo della letteratura per l’infanzia alle prese con un romanzo per adulti. Sovente i due universi si muovono su percorsi paralleli che fanno fatica a incontrarsi e le eccezioni destano sempre interesse. Peraltro la Nanetti non è alla sua prima prova perché con “Il bambino di Budrio”, sempre edito da Neri Pozza, si era conquistata diversi riconoscimenti.

Se gli incipit dei libri spesso sono ciò che rimane più impresso nella mente di un lettore, ne “Il figlio prediletto” la scrittrice sceglie di farlo nel modo più crudo e “feroce” possibile.
Nunzio, uno dei due protagonisti, è un giovane aspirante calciatore nato e cresciuto negli anni ’70 in Calabria. E’ innamorato, ma il suo è un sentimento colpevole agli occhi di una comunità ancorata ai principi della tradizione, del rispetto e della reputazione agli occhi della collettività.
Nunzio e Antonio sono amanti e questo amore è destinato a finire in modo tragico. Lo conosciamo così, con il terrore negli occhi e una ferita profonda nel cuore mentre assiste all’assassinio del compagno da parte dei suoi stessi familiari e viene spedito in tutta fretta su un treno diretto in Inghilterra.
Via, il più lontano possibile per cancellare quell’onta insostenibile.
Ci ritorna Nunzio a casa, ma dentro una bara e accompagnato dalle uniche lacrime di sua madre.
La nonna di Annina, l’altra protagonista del libro.

Lei che di Nunzio sente sempre e solo parlare, che coglie il detto e non detto, che da bambina in piena adorazione per il padre, ne percepisce crescendo i lati oscuri, manipolatori e claustrofobici.
Eccole, le due storie che scorrono nel romanzo e s’incrociano.
Nunzio fa dell’Inghilterra la sua casa, è costretto per un infortunio fisico a rinunciare presto al calcio e si aggrappa al lavoro e alle poche amicizie che a fatica riesce a coltivare. Si fida poco degli uomini, avendone visto il lato più oscuro e malvagio, ma uno di loro riuscirà a fare breccia nelle sue insicurezze.
Annina, da parte sua, è un cavallo che scalpita, non vuole sottostare alle regole che il suo mondo le impone, rifiuta un matrimonio combinato, vuole recitare, tenta più volte la fuga e approda prima a Milano e poi anche lei a Londra.

I due protagonisti non sono solo vicini per il legame di parentela. In loro c’è un “feroce” attaccamento alla vita, un istinto di sopravvivenza che non li fa soccombere nonostante le difficoltà, la lingua sconosciuta, le risorse economiche limitate, la lontananza da una casa che in parte li ha rinnegati: un ricchione e una puttana, come li hanno definiti.

C’è un altro personaggio centrale, a mio giudizio: nonna Carmela, la matrona che tesse i rapporti intergenerazionali, che giudica, salva e condanna, è lei il filo rosso che unisce Nunzio e Annina.

I due figli prediletti sono loro?
Il primo certamente lo è per la madre, l’unica a versare lacrime al suo funerale e a chiederne costantemente notizie alla nipote.
La seconda lo è per la madre, figura decentrata e offuscata dalla opprimente persona del marito ma che consegnerà di nascosto dei soldi alla figlia per poter partire, per potersi salvare.

E’ proprio la voglia di riscatto a emergere alla fine. Prepotente e feroce.

IL FIGLIO PREDILETTO

ANGELLA NANETTI

2018 NERI POZZA

16,50 EURO