FILO MAGICO

Da bambina giocavo tanto con i Polly Pocket. Erano piccole scatole che dentro racchiudevano minuscoli mondi.
Aprendoli potevi trovarti magicamente a Parigi, in un’isola tropicale, su una pista di pattinaggio ghiacciata o tra i banchi di scuola.
Era un gioco infinito alimentato dalle storie che potevano nascere ad ogni cambio di scenario e personaggi.

Leggendo “Filo magico” di Mac Barnett e illustrato da Jon Klassen (Terre di Mezzo editore), ho ripensato a quelle scatole.
Qui, infatti, la protagonista fa lo stesso. Un giorno trova una scatola, dentro ci trova un filo di tutti i colori e il gioco comincia.
La cosa più semplice che può fare è quella di intessere un maglione per sé e per il suo cagnolino.
E’ un gesto che improvvisamente riempie di colore una pagina dominata dai toni del grigio e del bianco, come grigio e bianco è il luogo dove la piccola Annabelle vive.

NON TUTTE LE RIVOLUZIONI, NON TUTTI I CAMBIAMENTI INIZIANO CON UN GRAN FRACASSO E GESTI APPARISCENTI.
A VOLTE BASTA UN GESTO, UN SUSSURRO, UNA MANI CHE TRAMA E ORDISCE.

La bambina ha un filo magico con il quale inizia a intrecciare maglioni per tutti: genitori, compagni di scuola e di giochi più o meno invidiosi, vicini di casa, case, alberi e oggetti.
Ora il bianco della neve si alterna alle tinte accese del filo che sembra davvero senza fine e la cui reputazione si diffonde lontano.

Come spesso succede, le cose meravigliose destano gelosie e Annabelle non deve attendere molto perché al suo cospetto si presenti il prepotente di turno desideroso di comprare a qualsiasi cifra la mirabolante scatola con il suo prezioso contenuto.

MA IL DENARO PUO’ COMPRARE OGNI COSA?

Annabelle non ha nessun cedimento di fronte alle proposte sempre più allettanti che riceve e all’altezzoso signore non resta che ordire un piano per ottenere ciò che la bambina gli nega.
Di notte, tre scagnozzi da lui assoldati sottraggono la scatola dalla casa dove Annabelle riposa.
Eccolo lì, il grande arciduca, tronfio sul suo scranno che, in compagnia della sua musica preferita, si pregusta il momento in cui potrà toccare il contenuto nascosto nel contenitore.

Ora immaginatelo mentre osserva, con un misto di stupore e indignazione, la scatola miseramente vuota e lancia terribili maledizioni sulla bambina, mentre lancia fuori dalla finestra la scatola.

C’è un lieto fine?
Sì, certo, sottile e delicato come il celebre filo.
Quello che solo mani gentile e occhi curiosi hanno saputo vedere.

PERCHE’ LA MAGIA ESISTE.
BASTA CREDERCI.

FILO MAGICO

MAC BARNETT E JON KLASSEN

TERRE DI MEZZO 2016

15 EURO