la pioggia poterà le violette di maggio

In questo spazio dove mi piace raccontare i libri che leggo e provo a trasmetterli a chi, come me, è alla ricerca di buone letture per bambini e ragazzi, il nome di Matteo Corradini non suona nuovo.
Il romanzo a sfondo storico di cui avevo parlato, “La repubblica delle farfalle“, è stata per me una lettura travolgente ed emozionante che mi piace consigliare a lettori che intuisco possano avere le qualità e le competenze giuste per apprezzarlo.

Per chi non lo conoscesse, Matteo Corradini è un profondo conoscitore della cultura ebraica e visita ogni anno il ghetto di Terezìn dove, durante la Seconda Guerra Mondiale, Hitler confinò migliaia di ebrei in attesa della soluzione finale.
Un luogo perfetto per la sua conformazione architettonica e geografica all’interno del quale le persone avevano la parvenza di una vita normale, o almeno così facevano credere i vertici nazisti all’opinione pubblica mondiale.

In questo nuovo romanzo “La pioggia porterà le violette di maggio”, lo scrittore non perde di vista il luogo a cui è così legato, ma lo adatta a una storia di viaggio e ricerca contemporanea con una giovane protagonista, Clara, che riceve in dono dai suoi genitori uno strumento musicale molto speciale.
Si tratta di un clarinetto restaurato che, con grande sorpresa, rivela un messaggio nascosto da una parte di un certo Samuel indirizzato a una Clara, proprio come lei.
Le parole del messaggio sono misteriose, ma piene di poesia e delicatezza:

I cieli d’aprile sono nei tuoi occhi.
Ma cara, non essere triste: la pioggia
porterà le violette di maggio.
Ti voglio bene. Tuo Samuel

La bambina non riesce a frenare la sua curiosità e trova un valido alleato nel fratello maggiore il quale, insieme alla sua band, decide di accompagnare Clara alla ricerca di maggiori indizi che rivelino di più sulla precedente proprietaria del clarinetto.

La prima tappa è ovviamente, il rigattiere dal quale i genitori hanno acquistato lo strumento e da qui, incontro dopo incontro, il filo della storia si riavvolge seguendo le vie della città di Praga e oltre. 
Ad ogni fermata c’è una persona nuova con la quale parlare, un pezzo di passato che torna a galla e si accompagna al suono del clarinetto che ognuno dei testimoni incontrati da Clara chiederà di provare.
E’ forse qui che le parole dello scrittore raggiungono le noti più dolci e anche più malinconiche.
Perché la musica non è uguale per tutti e si fonde con le tinte del proprio vissuto.

Gli antichi Clara e Simon diventano sempre più nitidi e al tempo stesso, mentre si avvicinano a loro, i giovani protagonisti collezionano tessere di un puzzle speciale: quello del loro paese e di milioni di vite ingiustamente strappate.

Non vi dirò chi e cosa troverà Clara alla fine del suo viaggio.
E’ un incontro molto emozionante, ma arrivata alla fine di questa lettura non ho potuto fare a meno di pensare a quanto la nostra vita si condisca d’incredibili traiettorie e soprattutto che le parole di Marcel Proust sono sempre vere e attuali:

“Il vero viaggio di scoperta
non consiste nel cercare nuove terre,
ma nell’avere nuovi occhi”

LA PIOGGIA PORTERA’ LE VIOLETTE DI MAGGIO

MATTEO CORRADINI

LAPIS EDIZIONI – MAGGIO 2017

12,50 EURO