la ragazza dei lupi

Un buon incipit fa la differenza. Lo avete notato? Quando vado in libreria e mi aggiro tra i libri, se vedo un titolo che mi colpisce, solitamente leggo i primi paragrafi. Spesso il destino di un libro si decide lì: in quella manciata di parola del primo capitolo.
Feodora, “La ragazza dei lupi”, cattura subito. Merito doveroso anche alla magnifica copertina con l’illustrazione di Gelrev Ongbico, artista filippino appassionati di soggetti naturali.

Katherine Rundell. già autrice di “Sophie sui tetti di Parigi”, ci porta in questo avventuroso romanzo tra la neve e il gelo della Russia e, più nello specifico, nell’umile dimora della giovane Feodora e di sua madre Marina, soffialupi da generazioni.

E’ un mestiere particolare quello del soffialupi. Definirlo un domatore non sarebbe appropriato perché ciò che le due donne fanno è ricondurre allo stato selvatico i lupi che le famiglie nobili russe amano allevare in casa, come animali da compagnia sottratti alla nascita dallo loro madri da parti di contrabbandieri senza scrupoli.
Un lupo, però, non un è un mansueto cagnolino e, quindi, quando accade che uno di loro si ribelli o dia prova di eccessiva aggressività, le famiglie se ne sbarazzano affidandoli ai soffialupi.
Certo, potrebbero ucciderli, ma si dice che sia foriero di cattiva sorte.

Feodora e Marina conducono una vita semplice. In un luogo gelido e dominato dal silenzio, la ragazza ha tutto ciò che le serve: un casa sicura e una madre a cui fare sempre ritorno e la compagnia di Bianca, Grigia e Nero, tre lupi che lei ha riconsegnato alla vita in natura e con i quali ha maturato un rapporto speciale, fatto di gesti misurati e sempre rispettosi nei confronti delle esigenze degli animali.

Questa quiete viene improvvisamente minacciata dall’ordine stabilito dallo spietato generale Rakov di uccidere i lupi dato che sovente, rimessi in libertà, causano non pochi problemi alla vita dei contadini e degli altri animali.
Feodora e Marina non ci stanno e si ribellano.
In una notte tumultuosa in cui i soldati del generale piombano nella casa delle donne per arrestarle, la giovane protagonista riesce a ferire Rakov e a fuggire, mentre la madre viene catturata e condotta in prigione a San Pietroburgo.

In poche ore tutto il mondo di Feodora è stravolto. Ci sono solo i “suoi” lupi al suo fianco. E un coetaneo, un giovane soldato di nome Ilya, che, contravvenendo agli ordini, stringe amicizia con la protagonista e decide di aiutarla a ritrovare la madre.
Feo, come i lupi, ha un carattere schivo e riservato. Negli anni ha imparato che ciò che fa, l’odore che si porta addosso, i suoi vestiti poco curati, la allontanano dai suoi simili. Non ha amici, ma non sembra nemmeno soffrirne.
Si rende, però, subito conto che la presenza di Ilya è qualcosa di saldo e rassicurante.

Così come per i lupi c’è un percorso di riavvicinamento alla natura,
per Feo inizia un cammino di esplorazione del mondo umano.

E’ un romanzo che cattura, pagina dopo pagina, grazie a un ritmo incalzante, ai colpi di scena, che sa condurti con abilità tra le lande desolate, facendoti quasi sentire le stesse sensazioni dei due ragazzi.
Come in ogni viaggio, ci sono momenti di sconforto, perdite dolorose, ma anche nuove scoperte e amicizie, come quella con Alexei che salva Feo e Ilya da una bufera di neve conducendoli in un piccolo villaggio.
E’ proprio qui, dove la furia di Rakov si è abbattuta in tutta la sua crudeltà, che il terrore lentamente lascia il posto alla sete di libertà e riscatto.
Il desiderio parte dal basso, da quei bambini a cui nessuno ha insegnato cosa sia la speranza, ma la sentono dentro e non si tirano indietro per aiutare una sconosciuta arrivata tra le loro case con un piccolo branco di lupi selvaggi.

I bambini, che ancora sono un po’ selvaggi e non addomesticati alla vita,
sanno vedere oltre le apparenze.

A San Pietroburgo arrivano tutti. E in parte cambiati.
Feo ha scoperto di potersi fidare delle persone e ha capito che il coraggio si alimenta anche dalla paura.
Ilya ha dato voce e corpo alla sua vera natura, ma è disposto a metterla temporaneamente da parte per aiutare un’amica.
Alexei si è reso che le grandi battaglie non si possono fare da soli.

E poi ci sono loro: i lupi. Anime silenziose e fedeli. Nè umani nè selvaggi loro stanno lì, in quella linea di confine sottile che a volte intimorisce a volte attrae e dove vige una sola legge. Quella del rispetto reciproco. 

Gelrev Ongbico

Illustrazione di Gelrev Ongbico

LA RAGAZZA DEI LUPI

KATHERINE RUNDELL

RIZZOLI 2016

15 EURO