l'orso e il piano

Le novità di Zoolibri si fanno sempre attendere un po’, ma quando arrivano ripagano di ogni attesa.
“L’orso e il piano” di David Litchfield non è solo una delle ultime uscite di questa casa editrice, ma anche il primo albo pubblicato dell’illustratore (e in questo caso anche autore) inglese. Lui che ha cominciato giovanissimo, disegnando fumetti per i suoi fratelli e che, come rivelano i risguardi del libro, è stato ispirato dalla canzone “Little Room” scritta da The White Stripes.

Sono andata a cercarla dopo aver letto la storia e, devo dire, mi aspettavo un ritmo più delicato e lento che si accordasse all’immagine dell’orso che suona il piano. Poi ho ascoltato più in dettaglio le parole del testo e mi sono accorta dell’importanza di ciò che dicevano:

Well you’re in your little room
And you’re working on something good
But if it’s really good
You’re gonna need a bigger room

And when you’re in the bigger room
You might not know what to do
You might have to think of
How you got started sitting in your little room

Ci capita, quando ci accorgiamo di essere bravi a fare qualcosa e altri riconoscono il nostro valore, di cominciare a sognare in grande.
Quando, però, quella grandezza è alla nostra portata, ecco che ci torna in mente il luogo da dove siamo partiti, piccolo e rassicurante.

La storia raccontata in “L’orso e il piano” illustra proprio questo.
Partiamo dalla copertina, di grande eleganza che mette il lettore nel punto di vista privilegiato, colui o colei che seduto a teatro sta per assistere a un grande spettacolo.
L’incontro tra l’animale e lo strumento musicale avviene per caso. In una foresta lussureggiante dove i raggi di sole bucano il verde delle foglie, l’orso osserva il pianoforte a lungo. Fa un primo tentativo, ma la risposta che ottiene non lo convince. Il suono è sgradevole alle sue orecchie o forse non è lui a essere pronto.

Passa del tempo e lui ci riprova. Questa volta la magia della musica avviene e per l’orso inizia un viaggio meraviglioso tra le note.
In breve tempo si guadagna un pubblico di fedelissimi che lo ascoltano rapiti e ammirati.
Quando il suo talento viene scoperto dagli umani che gli offrono l’attrattiva delle luci della ribalta, l’orso è combattuto. 
Una parte desidera provare questa esperienza, l’altra teme il distacco dagli affetti e da ciò che conosce.

A volte per sognare occorre fare delle scelte, senza conoscerne l’esito e accettando di viverle a pieno.

Il successo di orso nella grande città è incredibile, i teatri sono tutti esauriti e qui possiamo notare l’abilità di David Litchfiled di cimentarsi tanto nella raffigurazione del mondo naturale così come in quello urbano popolato di luci artificiali, architetture e volti.

Solo che a un certo punto il protagonista avverte quella fitta dolorosa che si chiama nostalgia e decide di fare ritorno a casa, nella sua foresta, dai suoi amici.

Ciò che lo attende va oltre ogni sua aspettativa. I suoi affetti non sono laddove li ha lasciati, ma è proprio in questo momento che orso apprende la lezione più importante: chi ci vuole bene, è sempre pronto a sostenerci, ovunque noi decidiamo di andare e che nessun riflettore potrà mai eguagliare l’abbraccio di un amico.

L’ORSO E IL PIANO

DAVID LITCHFIELD

ZOOLIBRI 2017

16 EURO

DAI 5 ANNI