l'ultima volta che siamo stati bambini

Non so come a Fabio Bartolomei sia nata l’idea di questo libro.
Forse, quando avrà raccontato agli amici più stretti che stava scrivendo una storia che vede protagonisti dei bambini negli anni più cupi della Seconda Guerra Mondiale, qualcuno avrà avanzato qualche perplessità.
“Ma sei sicuro? Bambini e guerra? Nello stesso libro?”
Oppure nella mente si sono fatti largo i volti e le storie di una suora ostinata e di un soldato ferito.
Un binomio strano. Anche questo!
O ancora l’idea di qualcosa di folle: mettere tre amici sulla pista di un binario del treno con la ferma convinzione di seguirlo fino a quando non li avesse portati dal quarto, misteriosamente scomparso.
Soprattutto se i tre in questione hanno solo dieci anni, se il loro cammino li mette faccia a faccia con la crudeltà della povertà, della morte e della guerra di cui loro hanno solo capito qualcosa.
Vanda la culona, Cosimo Pisciasotto Uno e Italo Cagasotto sono tre giovani eroi.
Eroi secondo la loro vera definizione: persone certamente piene di coraggio e ideali, ma imperfette, volubili, inclini alla paura, ai ripensamenti, alle debolezze dello spirito e della carne.

Quando Riccardo, il quarto del loro gruppo, non compare più sul cortile di gioco condiviso e sentono parlare di un Campo in cui è stato portato, decidono che lo devono riportare indietro.
I tedeschi si sono sbagliati. Sì, è ebreo, ma non è colpa sua. 
Italo è un giovane balilla, Vanda parla qualche parola della lingua degli “amici” ed è una femmina fuori dal comune, Cosimo è un fedele braccio destro. Sicuramente li ascolteranno e lasceranno andare l’amico.

E così comincia il viaggio. Un giorno, due … e poi una settimana. L’ultima in cui i tre bambini sapranno di essere stati ancora tali.

Sulle loro tracce si mettono due adulti. Suor Agnese, che ama la piccola Vanda più di ogni altra orfana, e Vittorio, il fratello maggiore di Italo, l’orgoglio della famiglia anche se gli toccherà ammettere che il secondogenito si sta rivelando più caparbio e abile di lui.

Una fuga che diventa un’impresa.
Più grande di loro tre messi insieme.
Lo capiscono abbastanza in fretta, ma non se ne tirano indietro. Riccardo avrebbe fatto lo stesso.

Leggendo questo libro troverete pagine di una bellezza sconvolgente, come la corsa pazza che i tre amici fanno in un prato immenso che si perde a vista d’occhio, altre che vi faranno sorridere come quelle alle prese con una gallina che non ne vuole sapere di covare un uovo, altre molto amare che mettono i bambini di fronte all’orrore del mondo degli adulti.

L’ULTIMA VOLTA CHE SIAMO STATI BAMBINI

FABIO BARTOLOMEI

EDIZIONI E/O 2018

16 EURO