pacunaimba

Benvenuti a Lancastre, immaginaria cittadina d’Italia che sta per celebrare le sue elezioni comunali.

Cade a proposito questo libro, vero?

Nel romanzo di Michele d’Ignazio siamo catapultati in pieno clima elettorale con il sindaco Arrabal che cerca con ogni mezzo, lecito o non lecito, di ottenere la rielezione.

Lo circondano loro malgrado, perché di questo suo modo sfacciato e un po’ prepotente di guadagnarsi voti proprio non ne tollerano nulla, il giovane impiegato Emanuele e la segretaria Mara.

Il primo è, a tutti gli effetti, il protagonista della storia ed è lui che seguiamo nella vicenda che lo porterà fin nel lontano Brasile alla ricerca di un abitante di Lancastre, emigrato tempo prima ma tuttora residente nella città.

Emanuele, che tutti chiamano Santo per via del suo cognome ma anche perché santo lo è davvero, è un personaggio timido e impacciato che spesso rimane succube degli eventi. Parla il burocratese, ha una laurea presa con il pieno dei voti e una mamma di quelle che non vedono l’ora di vedere il proprio figlio sistemato.

Ha una segreta infatuazione per la bella Mara, ma non ha il coraggio di rivelarsi così come di frenare le ambizioni del sindaco che, non appena scoperto che la sua rielezione rischia di saltare, lo costringe a un’impresa folle.

Emanuele viene spedito a Pacunaimba, una piccola città del Brasile, alla ricerca di Zé Santos, il parente emigrato, per convincerlo ad apporre il suo voto sulla scheda.

Di questa figura si sa poco o nulla e il protagonista, con un misto di terrore ed eccitazione, accetta di partire.

Un viaggio è sempre un viaggio, ma per chi ha pochi mezzi e risorse, diventa a tutti gli effetti un’impresa. Emanuele, che non aveva mai varcato i confini del suo paese, si trova proiettato in un nuovo mondo dove dovrà affrontare non pochi problemi e inconvenienti. Ci sono una lingua sconosciuta, un telefono smarrito in mare già il primo giorno, la sensazione di inseguire un fantasma che pare essersi rintanato nel folto del mato, la foresta brasiliana.

Al tempo stesso non mancano le scoperte: favolosi orizzonti, paesaggi mozzafiato che si mescolano a un Emanuele diverso, un Emanuele che si scopre proprio durante il viaggio mentre affonda le scarpe nel fango della foresta o si ferma a osservare ciò che lo circonda.

Ecco, è proprio questo l’aspetto più affascinante del romanzo.

L’idea del viaggiare come opportunità per guardare dentro se stessi, per imparare a mettere nella giusta prospettiva chi siamo e dove vogliamo andare, cogliere la luce nell’attimo giusto.

Lo sa bene Emanuele, lui la chiama la “luce a cavallo”, quella che resta sospesa tra il giorno e la notte e che scivola via in un attimo, come per magia.

Quindi, poco importa dove siamo. Se nel cuore del mato brasiliano o nelle vie della nostra città.

Impariamo a cogliere i momenti, belli o brutti della nostra esistenza.

Pacunaimba – L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele”
Michele D’Ignazio
Rizzoli 2016

Euro 16,00

Eta di letturà: da 8 anni