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Quest’estate ho deciso di riprendere in mano un classico. Succede che libri che hanno accompagnato la nostra infanzia, crescendo, assumano contorni un po’ nebulosi e che il filtro dei ricordi ci lasci troppo vuoti da colmare.
Per me era il caso di Pippi Calzelunghe, forse perché i miei eroi in assoluto erano i bambini raccontati da Roald Dahl e Bianza Pitzorno. Se loro sono rimasti impressi nella mente, la buffa bimba con le treccine arancioni è rimasta in disparte.

Riscoprire Pippi da parte dei bambini così come dei loro genitori può essere un’ottima occasione per avventurarsi nel mondo della letteratura nordica che proprio con Astrid Lindgren ha avuto una delle sue rappresentanti più illustri.
Tra gli scaffali delle librerie specializzate questo filone sta trovando degli ottimi portavoce in case editrici come Beisler e Iperborea che, recentemente, ha inaugurato la collana dei Miniborei, dedicata proprio alla precisa volontà di portare sul panorama editoriale italiano libri e autori molto amati nell’Europa del Nord.

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La nota distintiva di queste produzioni letterarie è certamente quella che mette al centro la vita di bambini in piena e assoluta libertà.
Pippi, in questo senso, soddisfa da subito questo requisito in quanto, in apertura del libro, si narra che la bimba vive da sola. La mamma, infatti, è morta quando lei era piccina mentre il papà risulta scomparso in mare, sebbene la figlia sia convinta che sia naufragato su un’isola dei Mari del Sud e ne sia diventato il re.

I lettori spesso si trovano spiazzati da questo incipit. Nonostante Pippi non si mostri affatto turbata dalla sua condizione di solitudine e, anzi, se ne dichiari assai contenta poiché in questo modo non ha nessuno che le dica cosa fare e quando andare a dormire, i genitori temono che questo dato possa intimorire i bambini che si accingono alla lettura.
La perdita dei genitori è certamente una delle paure più grandi ed è proprio questo uno dei motivi per cui la lettura dovrebbe proseguire. Non solo perché a metà del libro il padre ritorna, dimostrando così che Pippi aveva ragione a non darsene pensiero, ma soprattutto perché, superata questa empasse iniziale, la bambina è un’incredibile e gioiosa scoperta.

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I lettori imparano a conoscerla proprio come i due giovani vicini di casa.
Tommy e Annika sono due bambini come tanti che si lasciano conquistare dal fascino di questa protagonista un po’ strampalata che li accoglie sempre con un sorriso e spesso una lauta merenda.

Ciò che rende vincente Pippi, a mio giudizio, è la sua imperfetta perfezione.
Non va a scuola, ogni tre per due commette qualche errore di pronuncia e spesso i suoi racconti delle avventure per mare si condiscono di esagerazioni e bugie. Al tempo stesso sa quando mente e ne chiede scusa.
E’ soprattutto generosa e ciò che possiede lo mette volentieri a disposizione di tutti. In lei spiccano lealtà e bontà spontanee e genuine, qualità che la rendono subito benvoluta e amata.

Pippi, Tommy e Annika diventano un terzetto inseparabile e le pagine scorrono al ritmo delle loro avventure in ogni stagione dell’anno.
La presenza degli adulti, se non fosse per la sporadica presenza del papà, di qualche insegnante e dei genitori dei due fratelli è pressoché nulla, altra caratteristica della letteratura nordica per bambini e ragazzi.
Seppur senza una vera e propria educazione scolastica, Pippi si forma nella scuola della vita. Sa cucinare, cucirsi vestiti, accendere il fuoco, affrontare il mare e persino dei malviventi. Sprizza spirito d’iniziativa da tutti i pori e ho la sensazione che rappresenti l’amica che ognuno di noi vorrebbe aver avuto perché davvero con lei Tommy e Annika non si annoiano mai.
Se anche lei ogni tanto soffra di solitudine e si senta smarrita in una casa vuota non è dato saperlo anche se il suo affetto nei confronti dei due amici cresce di pagina in pagina, dimostrando dunque di avere bisogno di loro quanto il contrario.

Quest’anno si celebrano i 60 anni dalla sua prima pubblicazione in Italia e questo libro conserva la freschezza e l’energia della sua giovane protagonista.
Grazie ai suoi capitoli brevi, è perfetto sia per una lettura autonoma che condivisa. L’autrice lo aveva pensato come lettura per bambini che avessero più o meno l’età di Pippi, ovvero 9 anni, ma ritengo che si presti anche a lettori più giovani.

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La mia avventura preferita?
Senza dubbio quella in cui i tre amici progettano una gita su un’isola deserta per mettere in scena un vero e proprio naufragio alla Robinson Crusoe. Li osserviamo intenti a navigare, montare la tenda, pescare, cucinare intorno a un bel falò e perfino lanciare un messaggio nella bottiglia in acqua.
Come in ogni impresa che si rispetti, ci sono momenti di paure e scoramento che tuttavia Pippi riesce sempre a risolvere brillantemente senza farsi prendere dal panico e mantenendo alto l’umore del gruppo.

Con il suo stile inconfondibile e il carattere allegro, è un’eroina antica e moderna al tempo stesso e non stupisce il suo successo che resiste imperturbato fino ad oggi.
Se conoscete già Pippi e cercate un protagonista che le si avvicini vi consiglio “Cuori di waffel”di Maria Parr edito da Beisler oppure “Greta grintosa” sempre di Astrid Lindgren edito da Iperborea.

LE ILLUSTRAZIONI SONO DI INGRID VANG NYMAN