Storia di un piccolo re

La prima volta che ho iniziato a leggere “Storia di un piccolo re” di Massimiliano Feroldi edito da Lavieri mi sono interrotta dopo poche pagine. Suonavano alla porta della libreria e poi sono stata assorbita da altre faccende.
Qualche giorno dopo è venuta a trovarmi un’amica e, mentre ero intenta a sistemare dei libri, l’ho vista sfogliare questa.
Ho servito una persona e poi le ho chiesto: “come ti è sembrato?”.
“Non sono riuscita a finirlo”, mi ha risposto.
“Sono stata distratta dalle parole che tu e il cliente stavate scambiando.”

E’ stato lì che ho capito.
“Storia di un piccolo re” è un albo che ha bisogno di quiete intorno.
Ci sono libri che, per poter essere colti a pieno, richiedono silenzio e concentrazione.
Non saprei dire se è una loro caratteristica o una mia di lettrice.
Sicuramente non cadrei nell’errore di definire quest’ultimi più profondi e più leggeri quelli si prestano alla lettura anche quando nelle vicinanze risuona il caos.

Quello è certo che in “Storia di un piccolo re” Massimiliano Feroldi ci porta nel suo immaginario popolato di figure e colori a lui cari e che, infatti, si ritrovano spesso nelle sue opere.
La luna, in primis, così come il gatto e le tinte forti che spaziano dai blu della notte, al giallo, l’arancione e il rosso.
Sono tutti magistralmente racchiusi nella copertina del libro, dal potere quasi ipnotico.
Difficile non notarla e lasciarsi suggestionare!

Veniamo alla storia.
Di un re ci immagineremmo un regno, una corte, un castello e ricchezza. Qui, invece, oltre alla corona che porta sulla testa, questo sovrano non possiede altro che un pesce rosso, un ombrello e un cuore di stoffa.
Non è tutto, a dire il vero: è un re malinconico che un giorno, in preda a una strana sensazione che gli si annida nel petto, decide di partire.
C’è chi potrà leggerlo come un viaggio metaforico, chi come una vera e propria avventura nella quale, ad ogni incontro, il re dona quel poco che gli appartiene.

Ecco, se dovessi riassumere in poche parole il libro di Feroldi direi che è una storia delicata e poetica sulla generosità e su come questa possa dare valore non solo a una singola giornata ed esperienza, ma a un’esistenza intera.

Non importa quanto siamo ricchi o poveri, quanti beni  o titoli possediamo. Ci sono momenti nella vita in cui ti accorgi che il poco o addirittura il nulla vale tutto e che forse non è un caso che felicità faccia rima con semplicità.

Anche quella del raccontare. Perché se c’è una cosa che ho imparato in questo meraviglioso e difficile mestiere è che le storie non vanno per forza spiegate, anche se ci appaiono oscure e temiamo che i piccoli non le recepiscano.
Lasciamole così, sospese.

Le domande o le riflessioni arriveranno, improvvise e bellissime.

STORIA DI UN PICCOLO RE

MASSIMILIANO FEROLDI

LAVIERI 2016

16,50 EURO

DAI 5 ANNI