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Una brutta abitudine”, qualcosa che fai di sbagliato e non riesci a correggere. E’ questo il titolo nella versione francese originale che la casa editrice Terre di Mezzo ha tradotto per noi con “Un trascurabile dettaglio” e che arriva ora in libreria.

Una scelta, a mio parere, che vuole mettere l’accento sulla positività del messaggio che quest’albo vuole trasmettere e che è ben riassunta dalle parole dell’autrice.

“A tutti i bambini che lottano

ogni giorno per superare

le loro difficoltà e a tutti

gli adulti che li aiutano”.

Sfogliandolo durante i giorni del Salone del Libro mi è subito venuto in mente un altro albo che affronta la tematica dell’accettazione di sé anche e nonostante i difetti.

Ne “Il Pentolino di Antonino” di Isabelle Carrier edito da Kite, l’oggetto che il piccolo protagonista trascina con sé diventa la metafora della sua diversità. E’ qualcosa di visibile e ingombrante, che lo ostacola e gli impedisce di fare ciò che lo renderebbe simile ai suoi coetanei.

Anche in “Un trascurabile dettaglio”, lo stigma assume una connotazione grafica. L’illustratrice Csil ce lo restituisce nelle sembianze di uno scarabocchio, talora fastidioso come una rete che avvolge e non lascia vie di fuga, talora così invadente da occupare tutto lo spazio disponibile.

Ho cominciato a pensare di essere come lui” dice il protagonista che non ha un nome, a differenza di Antonino, e che forse proprio in questa sua anonimia può essere chiunque.

Trovo geniale l’idea del garbuglio di segni colorati per esprimere e raccontare, oltre le parole ben dosate di Anne-Gaelle Balpe, la fatica di sentirsi differenti.

Fondamentale diventa la presenza di una figura adulta. Che abbia quel qualcosa in più, ovvero un difetto proprio come il protagonista. Ecco che allora dal confronto nascono nuove consapevolezze e scoperte, come quella del rendersi conto che ogni problema deve essere colto nella giusta prospettiva e che attraverso l’impegno può rimpicciolire, addirittura scomparire nella propria e nell’altrui percezione.

Il libro riesce a raccontare questo passaggio attraverso l’artificio della carta lucida che consente di vedere in trasparenza lo scarabocchio ridursi e lasciare in primo piano il protagonista, finalmente libero di sentirsi se stesso.

Un trascurabile dettaglio” è un libro forte e delicato al tempo stesso. A parer mio si presta a letture su più livelli e approfondimenti e meriterebbe di soggiornare in bella vista in ogni classe dove, a ben vedere, nessuno può sentirsi perfetto e l’accettazione di sé è una battaglia che si combatte ogni giorno.

“Un trascurabile dettaglio”
Anne-Gaelle Balpe – Csil
2016 Terre di Mezzo

15 euro

Dai 6 anni