Premessa doverosa e necessaria: questo non è un libro che si può consigliare.
A queste pagine puoi arrivarci soltanto tu, come quando prendi coraggio e fai il primo viaggio in solitaria, scegli una nuova esperienza che credevi sempre al di là dei tuoi confini o decidi di chiudere una parentesi dolorosa della tua vita.
Lo sai solo tu che quel momento è arrivato.

Questa estate era il MIO momento e posso dire, senza timore di sembrare eccessiva, che “Una vita come tante” mi ha salvato. Per settimane è stato il porto sicuro in cui rifugiarmi quando i miei pensieri si facevano troppo torbidi e vischiosi e quando avvertivo il bisogno di uno spazio e un tempo solo per me.
Era la prima volta che affrontavo una lettura così lunga, sono oltre 1000 pagine, ma mai per un solo istante ho pensato che fossero troppe o ridondanti. A tratti le ho dosate, a venti o trenta per volta, in altri casi le ho accumulate come un’affamata, incapace di allontanarmi da Loro. Da Jude, Willem, Malcom, JB e dal contorno di persone che circondano la vita di questi giovani e talentuosi ragazzi che coltivano e alimentano la loro amicizia dai tempi del college.

E’ difficile provare a spiegare cosa renda questo libro così travolgente e ammaliante, soprattutto se si aggiunge il fatto che non ci sono continui colpi di scena o bruschi cambiamenti caratteriali nelle storie dei personaggi o misteri da risolvere. Anzi, a quest’ultimi il lettore ci arriva prima dei personaggi stessi.
Fin dalle prime pagine sono già tutte lì, piccole anime in potenza e in attesa di mostrare il loro potenziale. Sono vite che si srotolano come quelle di chiunque ci circondi, che si costruiscono sulla fatica quotidiana di trovare la propria strada, che sono costellate di successi e delusioni, incertezze e bisogno di riporre fiducia in una cerchia solida di affetti stabili.

Eppure, e questa è la grande forza del libro, tutti più o meno inconsapevolmente si muovono su una traccia che odora di dolore e sofferenza e al tempo stessa riverbera di dolcezza, generosità e coraggio.
Quella traccia è la vita di Jude, il cui atroce passato ci viene svelato lentamente e sconvolge per la sua cruda brutalità.
Jude e i suoi immensi silenzi, Jude e le sue crisi, Jude e la sua andatura zoppicante, Jude e i suoi “mi dispiace” che a fine del libro saprete di averne letti a decine.
Conoscerlo, affezionarsi a lui e alla sua cerchia di amici è come attraversare ogni stadio dell’umanità, dalla sua condizione ferina alla sua luminosità più alta quando due anime si scelgono, si amano, si rispettano, si ascoltano e diventano casa l’uno per l’altro.

Ho riempito il libro di piccoli segni, ogni tanto riapro le pagine che mi sono appuntata e rileggo quelle frasi che mi hanno colpito.
Non saprei dirlo in altro modo, ma “Una vita come tante” mi ha reso una persona migliore e più consapevole perché mi ha fatto capire e ricordare tantissime cose:

  • La gentilezza, la bontà d’animo, la disponibilità a donarsi con i propri sentimenti magari non risolveranno mai tutti i problemi, ma sono e resteranno sempre una traccia indelebile nella vita di chi ne è stato beneficiato,
  • Impegnarsi con rigore e determinazione nel proprio lavoro porta risultati e regala la soddisfazione che ci meritiamo,
  • Per quanto male ti abbiano fatto, ci sarà sempre qualcuno che saprà accoglierti, proteggerti e avere cura delle tue fragilità,
  • Lasciare andare chi abbiamo molto amato, che sia un amico, un figlio, un amore, è una sofferenza indicibile, ma necessaria.
  • Perdonare chi ci ha ferito, umiliato, usato non sempre è possibile … ma possiamo imparare a perdonare noi stessi perché la vita a volte è fatta di compromessi e scelte che dobbiamo prendere.

Mi rendo conto che poco o nulla vi ho detto in realtà del libro e che vi sto soprattutto parlando delle sensazioni che mi ha suscitato leggendolo. La verità è che penso sia giusto che scoprire le storie dei protagonisti, i loro pensieri, il loro modo di affrontare le sfide della vita non debba esservi svelato e che ci dobbiate arrivare voi, se deciderete di affrontare questa sfida.
Perché di questo si tratta. E lasciate che vi dica un’ultima cosa, più da lettrice che da libraia.
Spesso mi rendo conto che, quando decido di dedicarmi a un libro per adulti, la mia scelta ricade su vicende complesse, tormentate e sofferte.
Non ho giudizi negativi sui libri più “leggeri” ma se c’è una cosa che più di tutte ho imparato in questi anni di vita in mezzo alle pagine di carta è che abbiamo bisogno di incontrare anche i lati più forti e oscuri dell’esistenza umana e che i libri, come spesso mi è capitato di raccontare ai ragazzi, sono davvero dei moltiplicatori di vita, capaci di metterci faccia a faccia con situazioni ed eventi che magari (e per fortuna!) non ci capiterà mai d’incrociare ma che comunque porteranno a galla la domanda fondamentale: “Tu che cosa faresti?”

È questo l’unico vero e caldo consiglio che mi sento di darvi: non smettete mai di cercare storie che allenino, fortifichino, educhino e mettano alla prova la vostra empatia.
A parer mio la sola qualità umana che davvero può salvarci tutti.